CHIESE CONSIGLI UTILI

San Giorgio al Corso, la chiesa del protettore della città

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Tra le 67 chiese e gli 8 santuari presenti sul territorio del Comune di Reggio Calabria, oltre alla Cattedrale, spicca la piccola chiesa di San Giorgio al Corso. La sua rilevante importanza è dovuta all’essere dedicata a San Giorgio, santo patrono della città dello stretto. La denominazione ‘al Corso’ è necessaria per distinguerla dall’altra chiesa presente sul territorio e dedicata allo stesso santo. Si affaccia sul corso principale di Reggio, Corso Garibaldi, in prossimità del sistema ettometrico.

La costruzione

La parrocchia fu eretta nel 1596 ma l’edificio fu totalmente distrutto dal terremoto del 1908 per essere ricostruito in seguito su progetto dell’architetto palermitano Camillo Autore. Fu inaugurato definitivamente nel maggio 1935 dall’arcivescovo dell’epoca, Monsignor Carmelo Pujia, con l’illustre presenza del principe Umberto di Savoia e altre nobili famiglie reggine.

L’architettura

La chiesa è preceduta da un piccolo sagrato rettangolare che funge da agorà. Nella denominata Piazza San Giorgio, è presente una statua risalente al 1637 e raffigurante l’Angelo Tutelare, che rappresenta San Michele Arcangelo. La chiesa è spesso denominata Tempio della Vittoria, data la presenza, sul portone e sulla facciata principale, di bassorilievi raffiguranti vicende risalenti alla Prima Guerra Mondiale. L’edificio ha esternamente uno stile classico e forme semplici. Sul monumentale portale è presenta un’ampia vetrata in cui è raffigurato San Giorgio mentre uccide un drago.

Chiesa San Giorgio al Corso a Reggio - l’organo a canne

L’organo a canne

L’interno della chiesa

All’interno si sviluppa su una pianta a croce latina con un’unica navata principale e quattro cappelle per lato. Tra quest’ultime merita particolare attenzione la cappella dedicata alla famiglia Guarna, una nobile famiglia della città, nella quale è presente la statua del Beato Giovanni Guarna, vissuto fra il XII e il XIII secolo. La parte alta dell’edificio è costituita da volte a botte e archi, i quali sono posti anche in corrispondenza dei pilastri ai quattro lati del santuario. L’abside è invece raccolta da un arco trionfale ed è coperta da una volta sferica a base semicircolare. Il pavimento e le pareti interne sono realizzate in marmo grigio di Billiemi e decorato con pietra chiara di Trani. Ai lati della navata è possibile ammirare varie statue: San Giuseppe con il Bambino, l’Immacolata, il già menzionato Beato Giovanni, Sant’Anna e la Madonna Bambina e il busto di San Giorgio.

È presente anche un dipinto ottocentesco in cui è raffigurata la Madonna del Rosario e i Santi. Sul basamento sono presenti delle lapidi. La più antica si trova nella parte posteriore della chiesa e risale al 1637. Porta la scritta pietatis argumento commendavere, cioè “per la tutela della città, in nome della pietà popolare”. L’altra lapide parla di un restauro avvenuto nel 1752 per collocare la statua. Su di essa si può leggere aere publico reficienda, altius erigenda, ad elegantiore forma reducenda, cioè che la statua era stata posta “in un luogo pubblico, risistemata, messa più in alto di prima ed in forma più elegante”. Balza alla vista dei visitatori l’organo a canne, formato da due tastiere con 61 note ciascuna e un pedaliera di 32. Costruito nel 1930 per la cattedrale, fu trasferito nella chiesa di San Giorgio nel 1968.

Il culto di San Giorgio

Il culto di San Giorgio nella città di Reggio Calabria è antichissimo: risale all’XI secolo. Si narra che nel 1086 il saraceno Bonavert di Siracusa sbarcò a Reggio e, nel tentativo di conquistarla, distrusse il monastero di San Nicolò e la chiesa di San Giorgio, rovinando le effigi dei Santi. Il duca Ruggero Borsa non stette a guardare. Inseguì Bonavert, lo uccise in battaglia e conquistò Siracusa. La leggenda narra che, in quella battaglia, Ruggero fu assistito dallo stesso San Giorgio. Da lì, i reggini adottarono San Giorgio come protettore della loro città.

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente.
Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale.
Amante della vita e irrimediabile sognatrice.
“Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.

San Giorgio al Corso, la chiesa del protettore della città ultima modifica: 2019-01-24T12:40:19+01:00 da Serena Villella
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