ARTE NATURA

Tra i fondali dello Stretto alla ricerca dei tesori del mare

ricerca e Un Sub Dei Carabinieri

Ad agosto mentre si celebra l’anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, il mare antistante le coste calabresi non finisce di stupirci. Intense attività di ricerca e documentazione archeologica, infatti, vengono eseguite nello Stretto di Messina. Precisamente nello specchio di mare prospiciente la via Marina, tra il monumento di Vittorio Emanuele e il Lido Comunale a Reggio Calabria.

ricerca - Alcune Anfore Sul Fondale Marino

Alla ricerca di un prezioso tesoro in fondo al mare

Dopo una segnalazione del 2017 arrivata alla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, viene avviata una prima fase di ricerca e ispezione della zona. A una profondità di circa cinquanta metri, infatti, i signori Demetrio Serranò e Francesco Sesso dicono di aver avvistato alcune anfore antiche. La soprintendenza si attiva e dopo un sopralluogo vengono individuati non solo gli oggetti menzionati ma, un vero e proprio tesoro.

ricerca - Momenti Della Misurazione Dei Reperti

Gli esperti da una prima analisi stabiliscono che gli oggetti risalgoono ad un ampio periodo storico, tra il IV secolo e il VI secolo d.C. Secondo i ricercatori, molto probabilmente, si tratta di oggetti provenienti da carichi di navi da trasporto. Lo Stretto di Messina, bisogna ricordarlo era il luogo naturalmente deputato per l’attraversamento del mar Mediterraneo e il trasporto di ogni bene dalla Madre patria alle colonie greche. Pertanto il Mediterraneo può considerarsi il fulcro di scambi economici nonché di passaggio e di controllo militare.

La ricerca e la tutela del sito archeologico sommerso

Nello Stretto vi è un vero è proprio sito archeologico sommerso. La collaborazione tra diversi enti regionali e ministeriali e le disposizioni in ambito di Tutela, Salvaguardia, Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Archeologico Sommerso, hanno permesso la programmazione di una precisa attività di perlustrazione e ricerca per definire i limiti del giacimento. Ciò al fine di redarre una documentazione puntuale dei reperti e garantirne un’attenta tutela.

ricerca - Sub immersi nel mare dello stretto

Le immersioni del Nucleo sommozzatori dei carabinieri guidati dal funzionario archeologo subacqueo Alessandra Ghelli, evidenziano come nei fondali siano presenti non solo anfore, integre e frammentate ma, anche porzioni di fasciame e altri frammenti lignei. Grazie alle correnti marine, che in questo tratto di mare sono molto variabili, sono emersi altri oggetti rispetto a quelli catalogati nell’immersione del 2017. Tutto è documentato e sono state espletate tutte le procedure per mettere in sicurezza il grande patrimonio ritrovato. Anfore e relitto sono ricoperti con un geotessuto specifico ancorato al fondale.

Le nostre radici nelle scoperte archeologiche

Terra fortunata la nostra, in cui si possono ritrovare ovunque le tracce del nostro passato. In terra e in mare, soprattutto, affondano le nostre radici e, inoltre, possiamo riscoprire quel genius loci tanto spesso declamato dalla letteratura. “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. […] Questo è un luogo sacro”, così scriveva Giovanni Pascoli delle bellezze dello Stretto. Queste voci e queste visioni spesso riaffiorano per ricordarci chi siamo, dove possiamo e dove dobbiamo andare.

i bronzi di riace

E quindi capita che una segnalazione porti a rinvenire tesori sommersi che collocano un altro pezzo al puzzle della nostra storia e nella ricerca del senso delle cose. Così è avvenuto per i Bronzi, per il sito archeologico di Kaulon e, per le tante emergenze archeologiche a Reggio Calabria. La bellezza del nostro territorio, quindi, non è solo un dono della natura ma è frutto dell’ingegno dell’uomo che si è adoperato nei secoli a costruire una civiltà che ha una storia unica e millenaria.

(Le foto sono del Segretariato Regionale MiBAC per la Calabria, pagina Facebook)

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!
Tra i fondali dello Stretto alla ricerca dei tesori del mare ultima modifica: 2019-08-27T08:09:12+01:00 da Gianna Maione

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