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I Bronzi di Riace: quando il mare porta ricchezza

I Bronzi di Riace - Museo di Reggio

Balzato agli onori della cronaca per il funzionate modello di accoglienza prima e per le vicende giudiziarie che ne vedono coinvolto il sindaco poi, Riace è da sempre conosciuta come il paese dei Bronzi. È stato proprio lì, nelle acque cristalline del mar Ionio, a poche centinaia di metri dalla costa, che sono state ritrovate le famose e magnificenti sculture bronzee, da allora conosciute in tutto il mondo come i Bronzi di Riace.

Il ritrovamento

Era il 16 agosto del 1972 quando, nella profondità del mar Ionio, a circa 300 metri dalle spiagge bianche di Riace Marina, Stefano Mariottini, sub dilettante, scorse sul fondo qualcosa di sconcertante. Si trattava di un braccio di quelli che poi si scoprirono essere capolavori scultorei dell’arte greca. Al ritrovamento fece seguito una formale denuncia e qualche giorno dopo cominciarono le operazioni di recupero da parte dei Carabinieri del nucleo sommozzatori. Con l’utilizzo di un pallone gonfiato, il 21 agosto venne estratta la prima statua, e il giorno successivo, anche l’altra. Fu la prima volta che il mare portava a Riace dei doni destinati a cambiare le sorti e a dar lustro all’immagine del piccolo comune dell’entroterra reggino.

I bronzi di Riace - il ritrovamento di uno dei bronzi

Foto da wikipedia

I restauri

Dopo il recupero, le due statue bronzee, denominate statua A, ‘il giovane’, e statua B, ‘il vecchio’, furono trasportate al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove iniziarono prontamente le operazioni di ripulitura e restauro. Furono ripulite dalla sabbia e dalle concrezioni marine. E fin da subito ci si rese conto che si trattava di esemplari unici e autentici dell’arte greca del V secolo a. C., di una fattura straordinaria. Le prime operazioni di restauro durarono fino al gennaio del 1975, ma la Sopraintendenza di Reggio si rese conto che era impossibile eseguire un restauro dignitoso con i pochi e rudimentali strumenti a loro disposizione. Così si decise di trasferire le due opere d’arte al Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana. A Firenze continuarono per ben cinque anni i lavori di pulitura e furono effettuate delle analisi radiografiche per conoscere la struttura internamente e capirne lo stato di conservazione. Braccio e avambraccio della statua B furono aggiunti in epoca successiva alla realizzazione dell’intera statua, questa fu un’altra novità che emerse.  Da qui la scoperta che i denti erano in lamina di argento; le ciglia, le labbra e le aureole dei capezzoli in rame; gli occhi in calcite bianca, le iridi in pasta vitrea e la caruncola lacrimale in pietra rosa. Statue che furono esposte prima a Firenze e successivamente a Roma, per poi ritornare in Calabria. Nuove operazioni di restauro furono eseguite negli anni novanta, in seguito alla comparsa di alcuni fenomeni di degrado. Furono ripulite dal materiale usato per modellare le figure e furono condotti interventi di contrasto agli ossidi rameosi.

L’esposizione

Finalmente, nel 1995, i due Bronzi furono esposti nel Museo di Reggio Calabria in una sala con una temperatura compresa tra i 21 e i 23° C con un 40-50% di umidità. Negli anni di chiusura per lavori di ristrutturazione del MArRC, durante i quali fu creata appositamente per loro una sala asettica e antisismica, preceduta da un’anticamera con filtro anti-inquinamento, i Bronzi furono conservati nel Palazzo della Regione. In quegli anni le statue furono oggetto di nuovi studi e restauri che durarono fino al 2011. Risale a questo periodo la realizzazione delle basi antisismiche in marmo di Carrara. Dal 2013 le magnifiche statue bronzee sono esposte al livello D nel piano terra del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Bronzi di Riace - le facce

Un particolare dei Bronzi di Riace

Le ipotesi

Che Riace fosse una cittadina fortunata lo si percepì immediatamente, così come si colse immediatamente il valore inestimabile delle due statue ritrovate. Fin da subito iniziarono le congetture e le ipotesi riguardo la loro identificazione. Costituiscono un gruppo unico o furono messe insieme solo per il trasporto? Sono gli unici esemplari o, nel mondo, esistono altri esempi di tale manifattura? Si tratta di atleti, eroi o divinità? Sono realizzate entrambe dallo stesso scultore, o da due diversi maestri? Sono state costruite nello stesso periodo? Tutte domande a cui nessuno, fin’ora, è riuscito a dare risposta certa.

Descrizione

Ciò che è invece certo è che provengono dalla Grecia, dall’Attica e dall’Argolide, e sono rappresentazioni dell’arte bronzistica greca risalente al V secolo a. C. Sono costruite con gli stessi materiali: bronzo principalmente, ma anche argento, pietra rosa, rame. Sono state realizzate entrambe con la tecnica della “fusione a cera persa”: intorno al simulacro iniziale venivano sovrapposte centinaia di strisce di argilla mescolata con peli di animali, il tutto perfezionato con la cera.

I Bronzi di Riace - scultura dei bronzi sul corso a Cosenza

Scultura dei Bronzi sul corso a Cosenza

Hanno la stessa statura: 1,98 cm la statua A e 1,97 la B; la fisicità simile, muscolatura possente, indice di virilità e forza, seppure il Bronzo A sembra più attivo e vitale mentre il B più calmo e rilassato. Tutti e due hanno la stessa postura a chiasmo, un arto inferiore flesso e l’arto superiore opposto teso.
Originariamente, si è saputo, possedevano armi: un elmo, uno scudo e una lancia, di cui però non è stato ritrovato nessun pezzo. Il giovane ha una capigliatura rigogliosa con una fascia sulla fronte che ferma i riccioli e una barba abbondante. Il vecchio ha la testa liscia, indice che possedeva un elmo, e una barba fitta.

Bronzi fuori dal museo

Varie sono le rappresentazioni dei Bronzi di Riace sparse in altri luoghi. Davanti alla sede del Comune di Riace si possono vedere due rappresentazioni dei Bronzi. Si tratta di lamiere rettangolari con le sagome dei due eroi greci. Una rappresentazione simile si trova anche a Cosenza, in piazza XI Settembre. Le strutture rappresentanti i Bronzi sono in acciaio smaltato rosso, 271x120x1,5 cm, per 400 kilogrammi. Sono state realizzate da Sacha Sosno nel 2006. Statue in bronzo patinato rappresentanti i due Bronzi di Riace, sono state collocate all’inizio del pontile sul lungomare di Lido di Camaiore, nella Versilia lucchese. I due Bronzi sono stati anche i soggetti di alcune foto kitsch. A fotografarli con tanga leopardato, velo da sposa e un boa fucsia è stato il reporter Gerald Bruneau.

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente.
Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale.
Amante della vita e irrimediabile sognatrice.
“Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.

I Bronzi di Riace: quando il mare porta ricchezza ultima modifica: 2019-01-18T09:00:59+02:00 da Serena Villella

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