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CULTURA SCUOLA

Educazione ai Media, parte da Reggio un progetto pilota

Educazione Ai Media

Parte dalla Calabria un progetto pilota per introdurre nelle scuole la materia di insegnamento Educazione ai Media. La sperimentazione sarà avviata dall’istituto comprensivo Cassiodoro-Don Bosco di Reggio Calabria-Pellaro.

Educazione ai Media, Marziale incontra il ministro Azzolina

Educazione Ai Media - Antonio Marziale
Antonio Marziale

A darne notizia è il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale che ha incontrato a Roma il ministro per l’Istruzione Lucia Azzolina. Alla responsabile del dicastero è stato presentato il progetto, volto a inserire l’Educazione ai Media quale materia curriculare. Alla base di questo progetto, il desiderio di seguire, a cinquanta anni di distanza, il volere dell’Unesco che promuove il tema a livello globale per rendere i cittadini attivi e non più spettatori passivi. Era il 1970, infatti, quando l’agenzia delle Nazioni Unite, sulla spinta del “villaggio globale” profetizzato da Marshall McLuhan, il profeta delle comunicazioni, suggerì i percorsi di Media Education.

Educazione ai Media, i tempi che cambiano

Social Media

Il concetto di media è oggi complesso e ampio. Dentro i nuovi canali di distribuzione dei contenuti non ci sono più solo tv, radio e cinema. Internet ha acquisito un’importanza sempre maggiore specie tra i giovani. Il web, però, nasconde tante insidie soprattutto per i ragazzi che cominciano ad approcciarsi al mondo del digitale. Da parte della scuola diventa quindi importante guidare gli studenti ad addentrarsi nella rete e a sapere distinguere il pericolo.

La scuola si apre al digitale

Digital Media

Antonio Marziale ha sottolineano l’importanza che le scuole recepiscano le più moderne esigenze sociali. “Educare i bambini e gli adolescenti all’utilizzo corretto dei mezzi di comunicazione di massa – ha ribadito – significa aiutarli a decodificare il messaggio. Inoltre significa anche metterli in condizione di prevenire i crimini che li inficiano direttamente”. “La scuola – ha rimarcato il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – si apre all’innovazione ‘regina’ di questa era. Dunque è importantissimo far sapere che il territorio sperimentale è proprio la Calabria”. Una regione che tra l’altro è stata rappresentata da Marziale nei tavoli ministeriali che hanno adottato i codici ‘Tv e Minori’ ed ‘Internet e Minori’. Si tratta di codici divenuti riferimento legislativo anche in altri Paesi dell’Unione Europea.

Scuola, su innovazione il neoministro cambia rotta

New Media

Il Garante ha ringraziato il ministro Azzolina per l’interesse mostrato. I predecessori, ha ricordato Marziale, avevano sempre ostacolato l’istituzione della materia, adducendo la necessità di contenere la spesa. In realtà, ha chiarito Marziale, bastava semplicemente “la buona volontà come quella che avuto l’istituto ‘Cassiodoro-Don Bosco’, primo in Italia a sperimentare l’Educazione ai Media quale materia integrata al percorso didattico”. Il Garante spera che il ministro “voglia tenere in debita considerazione il modello strutturato dalla dirigente scolastica Eva Nicolò perché l’Italia colmi un gap pedagogico non derogabile oltre”.

Il progetto dell’Istituto ‘Cassiodoro-Don Bosco’

Istituto Comprensivo Cassiodoro Don Bosco
Istituto ‘Cassiodoro-Don Bosco’ di Reggio Calabria

E’ stata proprio Eva Nicolò a consegnare il piano di strutturazione e lavoro al ministro Azzolina. “Il paesaggio sociale che circonda i nostri studenti è profondamente cambiato”, ha detto la dirigente scolastica. “Le informazioni e le conoscenze che i ragazzi ricevono al di fuori della scuola sono sempre più numerose e veloci. Assumono la connotazione di quella che è stata già definita ‘scuola parallela’, i cui strumenti sono proprio i mass media”.

Educazione Ai Media Marziale Azzolina Nicolo
Marziale, Azzolina e Nicolò

Per Nicolò, “tutto ciò impone agli operatori dell’apprendimento un’urgente rivisitazione del modo di fare scuola”. Bisogna, infatti, tener conto dell’esigenza di “colmare lo iato tra la vitalità dei media extrascolastici e la rigidità del sapere scolastico. Ciò al fine di promuovere un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie”. “L’Educazione ai Media – ha concluso -rappresenta un’opportunità per consentire ai ragazzi di acquisire chiavi interpretative. Per apprendere procedure operative ed orientamenti critici per una fruizione consapevole dell’informazione”.

(Foto istituto comprensivo Don Bosco/ Pixabay)

Educazione ai Media, parte da Reggio un progetto pilota ultima modifica: 2020-02-04T08:30:30+01:00 da Raffaella Natale
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