ITINERARI NATURA

Pietra Cappa: sui sentieri dei Templari del Sacro Graal

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Situato nel versante orientale della Calabria reggina, tra Careri e San Luca, Pietra Cappa è uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale d’Aspromonte. Un monolite di grande fascino, in arenaria e conglomerati miocenici, circondato dalla vegetazione del parco, in cui nidifica il falco pellegrino e, a cui sono legate affascinanti storie e leggende.

Pietra Cappa, il monolite più alto d'europa
Foto pagina Facebook del Parco Nazionale Aspromonte

Pietra Cappa simbolo del Parco Nazionale

Il Parco Nazionale di Aspromonte è caratterizzato da una natura aspra e impervia. Ha una vegetazione rigogliosissima, luoghi incantevoli, paesaggi inaspettati che mostrano tutta la loro bellezza. Tra questi Pietra Cappa o Kappa, che si trova nella Vallata delle Grandi Pietre.  Il versante orientale calabrese, infatti, è contraddistinto dalla presenza di molte conformazioni rocciose, dalle strane forme. Alcune hanno un’origine naturale, altre sono state sapientemente modellate dalle mani dell’uomo. 

Pietra Cappa Vista Da Roccia San Pietro
Foto pagina Facebook Memoria della Terra: Geositi e Geoparchi

Questi luoghi erano un tempo frequentati dai monaci basiliani, che qui avevano “edificato” le loro chiese grotte, le “Rocce di San Pietro” e creato insediamenti rupestri, dove si rifugiavano nei momenti di più intensa meditazione. Quasi immediato può essere il paragone con la Cappadocia e la regione delle Meteore.  Pietra Cappa è la “butte” (collina isolata) più alta d’Europa, 140 metri di altezza e con un’estensione di circa un ettaro, che spicca con la sua forma e le pareti ripide nel verde dei boschi che la circondano.

Pietra Cappa Vista Da Vicino E I Nidi Del Falco Pellegrino
Foto pagina Facebook del Parco Nazionale Aspromonte

Pietra Cappa è al centro degli itinerari escursionistici

Il geosito di Pietra Cappa attira ogni anno tantissimi escursionisti provenienti da tutto il mondo, che sono richiamati dalla sua imponenza ma, anche, dalle leggende che la circondano. Il suo nome molto antico significa “coppa rovesciata”, per la grotta che nasconde nelle sue viscere e, il cui significato è confermato da alcuni testi medievali che la definiscono pietra Gauca, cioè cava, vuota. Toponimo che può essere esteso a tutta l’area della Vallata circostante.

Gruppo Di Escursionisti Lungo I Percorsi Per Pietra Cappa
Foto pagina Facebook Memoria della Terra: Geositi e Geoparchi

Arrivare a Pietra Cappa è possibile attraverso sentieri e cammini naturalistici che permettono di immergersi totalmente nella natura. I percorsi sono due. Si può partire da San Luca, dal casello di San Giorgio e salire per otto chilometri fino ad arrivare a Pietra Cappa e alle Rocce di San Pietro. Un itinerario per professionisti con circa sei ore di cammino. Il secondo percorso parte da Natile Vecchio. È molto più semplice. Con un paio d’ore di passeggiata si arriva a destinazione.

E se Gesù fosse stato qui?

Il grande monolite o “panettone” come viene anche definito per la sua forma, è legato a tre leggende che fanno riferimento alla vita di Gesù e ai Templari. La prima narra che nella sua predicazione Gesù e gli apostoli arrivarono in Aspromonte dove per penitenza raccolsero alcuni massi. Pietro raccolse un solo piccolo sassolino. Gesù trasformò questi sassi in pani e lasciò Pietro con un piccolo boccone, grande come il ciottolo raccolto. L‘apostolo capendo il suo errore posò lì il sasso che Gesù fece lievitare, fino alla dimensione del monolite.

Panorama Da Rocce San Pietro
Foto pagina Facebook del Parco Nazionale Aspromonte

Quando il Santo divenne il custode del Paradiso decise di rinchiudere all’interno della grande pietra il soldato che schiaffeggiò Gesù davanti al Sinedrio. Si dice che rinchiudendolo nella roccia esclamò: “Fino al giorno del giudizio correrai avanti e indietro in questo stanzone dando schiaffi alle pareti, così ti ricorderai per sempre di quello dato al Signore”. Secondo la tradizione ancora oggi si sentono le sue urla.

I Templari e il Sacro Graal

L’altra storia è legata alle tentazioni di Cristo. Mentre Gesù meditava nei pressi di Roccia San Pietro, arrivò il demonio a tentarlo. Gesù non cadde in tentazione ma, con solo un segno di croce riuscì a scaraventare il diavolo contro Pietra Cappa. Lucifero scontrandosi contro la pietra lasciò l’impronta del suo corpo nella roccia. Tutt’ora osservando il monolite da San Pietro si riconosce negli anfratti e chiaroscuri di Pietra Cappa la forma di un corpo umano molto grande. Nelle leggende di Pietra Cappa rivestono un ruolo importante anche i Templari.

Gli Anfratti Della Roccia dove vi sono diversi sentieri
Foto pagina Facebook del Parco Nazionale Aspromonte

Si narra che Reggio era la base militare della Decima Legione Fretense, che crocifisse Gesù, rubò i tesori di Gerusalemme, a cui apparteneva Longino, legionario che trafisse il costato di Cristo in croce. Da questa legione ebbero origine i Cavalieri di Malta e, i monaci fondatori dell’ordine di Sion che proprio a Pietra Cappa ebbero la rivelazione del Sacro Graal. Qui nei tanti cunicoli dell’Aspromonte si sarebbero stabiliti i Cavalieri del Tempio, custodi della coppa del sangue di Cristo.

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!
Pietra Cappa: sui sentieri dei Templari del Sacro Graal ultima modifica: 2019-10-01T08:11:27+01:00 da Gianna Maione

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