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Palizzi, tra i borghi più belli dell’Area Grecanica

Palizzi Superiore E La Rocca Con Il Castello

Inerpicandosi lungo le pendici dell’Aspromonte orientale, sul fianco destro della valle della omonima fiumara, tra il monte Grappida e il monte Carruso, percorrendo tornanti panoramici e costeggiando pareti rocciose e strapiombi, si arriva a Palizzi Superiore. Borgo tra i più suggestivi dell’area grecanica, a pochi chilometri da Staiti e Brancaleone. Un luogo incantato, protetto dal castello medievale che è guardiano del paese e della vita dei suoi abitanti.

Palizzi Visto Dalla Rocca superiore

Palizzi una storia che affonda nella notte dei tempi

Sulla fondazione del borgo di Palizzi le notizie sono incerte. Ritrovamenti testimoniano l’esistenza di insediamenti neolitici. Soprattutto di Hethei-Pelasgi, una popolazione preistorica che prima dell’avvento degli Elleni, abitava diverse aree mediterranee: l’Asia Minore, la Grecia e, l’Italia meridionale. Durante la colonizzazione greca, Palizzi divenne un centro importante, che metteva in relazione Reggio e Locri e determinava il confine dei due territori.

Un Catojo Ricavato Da Una Grotta nel borgo di palizzi

Proprio come sottolinea Strabone nel suo scritto “Geografia”: “Il fiume Alece, che divide il territorio di Rhegion dalla Locride passando attraverso una profonda valle, ha questa particolarità riguardo alle cicale: quelle sulla riva locrese cantano, mentre quelle sull’altra riva non hanno voce.” Tutte le popolazioni che scelsero il territorio di Palizzi per stabilirvisi, lo hanno fatto per le sue peculiarità. Le montagne sono ricche di grotte, tanti i corsi d’acqua e i boschi. Il clima è favorevole, la terra è fertile e, la posizione interna lo metteva al riparo anche dalle incursioni e dagli assalti dei pirati.

Palizzi il borgo dalle semplici origini

I primi insediamenti si svilupparono all’interno degli anfratti naturali i cosiddetti “Catoja” su cui in seguito si edificarono le case del paese. All’inizio semplici murature a secco e, successivamente case intonacate con la calce, coperte con tegole e pavimenti in terra battuta. Tipologie edilizie molto arcaiche, che testimoniano la semplicità della vita. Nel tempo e, con la distinzione di censo, si realizzarono case “solarate” con solaio a due piani e case “palazziate” con più livelli fuori terra.

Vicolo Di Palizzi Superiore con i balconi antichi e le case attaccate uno con l'altra

Tutte, comunque, addossate le une alle altre e, costruite in modo spontaneo. Il risultato è un intricato insieme di abitazioni, stradine, sottopassi, che nasconde scorci suggestivi e, incastona edifici sacri, come la Chiesetta di Sant’Anna. Un fabbricato in cui si ritrova una visibile stratificazione di stili. Un corpo di fabbrica seicentesco in cui spicca un’abside sormontato da una cupola bizantina. Il castello sovrasta il paese dalla sua rocca alta 300 metri slm.

Palizzi e i grandi viaggiatori: Edward Lear e Maurits Cornelis Escher

Forse edificato dai Ruffo nel XIV secolo già nel 1580, il castello, come si legge in un’epigrafe era “cadente per vecchiaia”.  Nel 1751 fu ricostruito dalla famiglia Colonna che ne fece la sua residenza. Per volontà del barone Tiberio De Blasio fu rimaneggiato nel 1866.  È stato dichiarato Monumento Nazionale dal Ministero dei Beni Culturali. Palizzi è stato anche meta del Grand Tour.

La Rocca Con Il Castello E Uno Scorcio Del Paese

Nel 1847 lo scrittore e paesaggista Edward Lear descrive il suo incontro con il borgo. “[…] siamo giunti in vista di Palizzi, una città molto strana, costruita attorno ad una roccia isolata, dominante una delle tante strette vallate aperte al mare. […] il cui castello è visibile solo dal lato nord, […]. Nessun posto più selvaggio nè più straordinario di Palizzi può attirare l’occhio di un artista”. Negli anni Trenta anche Maurits Cornelis Escher rimase affascinato dalla bellezza del paese e lo raffigurò in una delle sue litografie realizzate in Calabria.

Pietrapennata la frazione che conserva un tesoro

Risalendo le pendici del monte intorno a Palizzi si giunge alla frazione di Pietrapennata. Il nome deriva dal monolite roccioso che si eleva lungo i costoni della roccia. La tradizione vuole che i Cavalieri di Malta avessero avuto un ruolo nella fondazione del piccolo centro. Un legame quello con i Templari testimoniato dalla chiesetta della Madonna dell’Alica, che pare sia legata alla celebrazione della vittoria di Lepanto del 1571.

Scorcio Di Pietrapennata che è una piccola frazione del borgo di palizzi

Pietrapennata è una piccola frazione con modeste case arroccate, oggi in rovina. Pochi, infatti, gli abitanti che la popolano e che sono dediti all’agricoltura e alla pastorizia. Pietrapennata, però, conserva un piccolo gioiello.

La Madonna Dell'alica con il Bambino in braccio e la corona in testa

La statua marmorea della Madonna Dell’Alica, che in origine era nella chiesetta fuori le mura, spostata con il suo altare in pietra all’interno della Chiesa della Spirito Santo. È una Vergine con il bambino che si attribuisce alla scuola del Gagini realizzata nella seconda metà del ‘500. Una vergine con lo sguardo molto dolce, cui purtroppo furono ritoccate le palpebre. Pare apparisse troppo fiera per essere la madre di Gesù Bambino

(Foto Maione)

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!
Palizzi, tra i borghi più belli dell’Area Grecanica ultima modifica: 2019-10-22T08:48:47+01:00 da Gianna Maione

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