ARTE STORIA

Medma, la colonia locrese sul Tirreno svela i suoi tesori

Medma antica colonia magnogreca

Medma. Una colonia locrese sul Tirreno” è la mostra in corso al Museo archeologico di Reggio Calabria (Marc) che chiuderà i battenti il 30 novembre prossimo. L’esposizione è uno dei grandi eventi di valorizzazione del patrimonio culturale calabrese promosso dal Marc per il progetto delle cosiddette “Mostre d’accoglienza”. La mostra, di alto valore identitario, è curata dal direttore del Marc Carmelo Malacrino con l’archeologo Maurizio Cannatà.

Medma e il manifesto della mostra in corso al Marc di Reggio Calabria

Medma, polis magnogreca

Medma fu una importante polis magnogreca, luogo nevralgico di scambi culturali e commerciali nel Mediterraneo e di produzione artistica di grande pregio. Tante le testimonianze della colonia locrese, fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C. nell’area dell’odierna Rosarno.

Medma la mostra in corso con tante statue

Tra queste vi sono quelle di storici e geografi dell’antichità di chiara fama, come Strabone, Tucidide e Diodoro Siculo. La collezione archeologica del Marc contiene numerosi e pregevoli reperti provenienti dagli scavi nel territorio dell’antica Medma, in particolare terrecotte prodotte da botteghe artigiane locali.

Le donne di Medma

Alcune statuette femminili votive in terracotta di varie dimensioni attestano il culto di Kore-Persefone nell’antica Medma. E poi vi sono le testine fittili di pregiata fattura, con capigliature acconciate alla moda, lisce bipartite o a riccioli ‘a lumachella’, spesso adornate da gioielli artistici. Si tratta di opere che risaltano i lineamenti marcati, i grandi occhi a mandorla dalle palpebre rigonfie e gli enigmatici sorrisi.

Medma mostra con tante teste di Donne della magna graecia

Sono reperti pregiati che costituiscono un unicum nella produzione artigianale in Magna Graecia per quantità e varietà di tipologie e di stili. Uno dei reperti scelti per la comunicazione d’immagine dell’esposizione è la statuetta femminile di offerente dall’area sacra di Calderazzo, risalente sempre del V secolo a.C. Il reperto è tra gli oggetti più rappresentativi dell’artigianato medmeo, in quanto meno soggetto alle influenze della grande statuaria greca.

Andromeda, sacrificata per placare l’ira del dio del mare

Particolare attenzione merita anche un gruppo di arule fittili (altari in terracotta) che riproducono scene tratte dalla coeva tragedia attica. Una caratteristica fortemente identitaria e di alto valore artistico, che non trova riscontro in produzioni analoghe a Locri e Hipponion. Per la comunicazione visiva dell’esposizione è stata scelta l’arula proveniente dalla Necropoli di Petto di Nolio, del V secolo a. C.

 Reperti in mostra con l'altare dedicato alla tragedia di andromeda

Essa è ispirata alla tragedia “Andromeda” di Sofocle: al centro della scena, l’eroe Perseo, abbigliato di cappello, faretra e ascia, stringe la mano in segno di patto al re degli Etiopi Cefeo, seduto in trono. Perseo si impegna a liberare la figlia di Cefeo, Andromeda, dalle grinfie del mostro marino al quale era stata data in sacrificio per placare il dio del mare Poseidone, con la promessa di averla in moglie come premio.

(Foto Ansa/Flickr/Museo archeologico di Reggio Calabria)

Medma, la colonia locrese sul Tirreno svela i suoi tesori ultima modifica: 2019-11-05T08:19:26+01:00 da Maria Scaramuzzino

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