TRADIZIONI USI E COSTUMI

La Varia di Palmi, la ‘scasata’ per la Madonna della Lettera

Varia Di Palmi

Le tradizioni popolari, si sa, sono il primo passo per cominciare a conoscere la storia di un territorio o di un popolo. Soprattutto nel meridione usi e costumi, soprattutto religiosi, sono radicatissimi e affondano le loro origini nei secoli passati. A Palmi, una cittadina della città metropolitana di Reggio Calabria, ad esempio, la Varia è una delle tradizioni più importanti ed affascinanti. Tra le più suggestive di tutta la regione.

Origini della Varia di Palmi

La Varia di Palmi è un’usanza che sin dal XVI secolo riveste un’importanza fondamentale nei festeggiamenti dedicati a Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città. Nel 1575 nella vicina Messina scoppiò una violenta epidemia di peste, che si propagò anche nel territorio di Reggio Calabria.

Sbandieratori della Varia di Palmi

La cittadina di Palmi accolse molti cittadini siciliani che fuggirono per scappare al morbo ed inviò aiuti alimentari alle città colpite dalla peste. Una volta terminata l’epidemia, la città di Messina donò a Palmi uno dei capelli della Madonna, che in Sicilia si conservano dal I secolo d.C.. Questa reliquia attraversò lo stretto su un vascello circondato da altre barche addobbate a festa, all’interno di un reliquario.

momento durante la processione della Varia Di Palmi
Un momento della festa che si svolge l’ultima domenica di agosto

Da quel momento a Palmi si diffuse il culto della Madonna, chiamata Vergine della Sacra Lettera dai fedeli peloritani. Oltre alla costruzione di vari edifici di culto ad essa dedicati, l’ultima domenica del mese di agosto si svolge una bellissima festa. In questa occasione, come accade a Messina, si realizza un grandissimo carro votivo che descrive l’Assunzione della Vergine, rappresentata con alcuni figuranti.

Varia di Palmi - La Bambina Animella
La bambina in cima al carro è detta Animella

Il primo a realizzarlo, nel XVI secolo, fu tale Maestro Jacopo. I festeggiamenti che riviviamo oggi, però, sono molto differenti da quelli dei secoli scorsi. La Varia, termine dialettale che significa bara, non viaggia più soltanto grazie alle forze degli mbuttaturi ma, dopo un’iniziale abolizione del rituale, è diventata meccanica, più leggera e sicura.

La varia meccanica

Inizialmente, infatti, la Varia di Palmi veniva trasportata lungo il corso cittadino dagli accollatori, al suono di una marcia composta dal maestro Rosario Jonata. Sempre grazie agli sforzi degli mbuttaturi, essa faceva tre giri intorno alla Fontana della Palma a piazza San Ferdinando, per poi terminare il tragitto davanti alla chiesa madre. Nel 1872, tuttavia, si decise di abolire il rituale a causa di alcuni serissimi incidenti avvenuti durante gli ultimi festeggiamenti.

la varia per il centro della città

La festa, che non morì con la varia, fu però privata del suo elemento cardine. Così, nel 1900, l’impresario palmese Giuseppe Militano decise di provare a costruire una struttura meccanica per la varia. Egli realizzò, infatti, un carro che scivolava a spinta sulle lastre di granito del corso, grazie a quattro pattini di ferro posti sotto la sua base. Questa invenzione fu la svolta nella storia della Varia di Palmi, che da allora ha sfilato un po’ a singhiozzo a causa dei conflitti mondiali e delle limitazioni fasciste.

gli  Mbuttaturi della varia

Dopo un’altra interruzione di vent’anni dal 1967 al 1987, la cadenza dei festeggiamenti fu sempre più assidua. Il suo carattere storico e devozionale, infatti, hanno fatto sì che la tradizione diventasse sempre più importante. E nel 2013 la varia rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane e nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Diventando così una delle tradizioni più famose, se non addirittura la più famosa, di tutta la Calabria.

La mostra di Gerardo Sacco

L’edizione di quest’anno prevede anche un progetto espositivo che prende il nome di Gerardo Sacco e la tradizione popolare, presentato al Belvedere Suriano. Già da qualche giorno e fino al 25 del mese, infatti, il maestro orafo espone le sue straordinarie opere a Palazzo Bovi.

 Gerardo Sacco presenta la sua mostra
Gerardo Sacco ( primo a sinistra) presenta la sua mostra a Palmi

La mostra itinerante (che toccherà anche le tappe di Roma, Milano, Venaria Reale, Matera e le cinque province calabresi) comprende monili e argenti fatti a mano, oltre a preziosi costumi di scena. Sacco, per l’occasione, ha realizzato anche tre pezzi unici: un monile e due opere dedicate alla Madonna della Lettera e a San Rocco.

Varia Vestiti creati da sacco
Alcuni dei costumi di scena creati da Gerardo Sacco in mostra a Palmi

L’esposizione, inoltre, ha anche un’area destinata alla Varia di Palmi, all’arte sacra e alle tradizioni contadine. Sono esposti anche dei vasi raffiguranti Mata e Grifone adornati di palme, creati proprio per l’edizione di quest’anno.

( Foto Facebook Varia di Palmi)

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
La Varia di Palmi, la ‘scasata’ per la Madonna della Lettera ultima modifica: 2019-08-23T09:59:57+02:00 da Luigi Bove

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