TRADIZIONI USI E COSTUMI

I riti dei defunti e lo stretto legame con il cibo

Defunti che rivivono nelle foto

Il mese di novembre inizia con le celebrazioni di Ognissanti e la commemorazione dei defunti. In Calabria le usanze legate a queste ricorrenze sono tante e, spesso ci si trova davanti a usi e costumi che molto si avvicinano alla tanto bistrattata festa di Halloween festeggiata oltreoceano. Il legame con i santi e l’aldilà è accompagnato da segni, oggetti e cibi che, avvicinano spesso inconsapevolmente le diverse culture. 

Defunti e lume acceso in loro memoria

I riti per i defunti nella tradizione calabrese

In Calabria antiche tradizioni tramandano che nei giorni tra ottobre e novembre si spalanchi la porta dell’aldilà, e si crei un contatto diretto tra i mondi dei vivi e dei morti. Per esorcizzare la morte e nella speranza di una vita longeva si sono diffusi molti rituali strettamente legati al culto dei defunti che mettono insieme aspetti sacri e profani, semplici e profondi. Non è un caso, infatti, che la tradizione popolare calabrese si tinga di scuro e si ritrovino ad esempio zucche svuotate con dentro candele.

Defunti che vengono ricordati con candele accese e zucche simbolo di Halloween

Portate casa per casa, rappresentano le anime del Purgatorio, per cui si richiede un obolo. Ci sono processioni nei cimiteri, e tavole imbandite con ogni ben di Dio che, tradizione vuole, siano per i defunti che passano a trovarci. Questo perché, come scrive l’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani “La vita deve fare i conti con la morte e con i morti per continuare a esser tale. I morti sono i segni sotterranei della vita”.

Riti per i defunti alcune tradizioni

A tal proposito la cucina è uno degli elementi più interessanti e diffusi e, che si sposa perfettamente con i rituali del culto dei morti. La preparazione di piatti succulenti e dolcetti, in questo periodo, è la manifestazione più evidente di questo laccio indissolubile.  Il cibo è simbolo della vita e, accompagna sin dai tempi più remoti i riti funebri, nella convinzione di una vita ultraterrena da godere come in terra. Il “consulu” il cibo della consolazione, è un rituale che si ripete ancora oggi a ogni lutto.

defunti che vengono ricordati con una tavola imbandita piena di cibo e di oggetti

Ad esempio nei giorni dell’1 e 2 novembre era usanza a Oppido Mamertina preparare un pasto abbondante per i meno abbienti. Tutto si accompagnava a una preghiera per i defunti e con un forte significato propiziatorio. In diversi paesi dell’Aspromonte, nelle sere di novembre, per le anime dei morti si lasciava sul tavolo della cucina un piatto con del cibo, una bottiglia di vino e una caraffa di acqua. Ciò, con la convinzione che durante la notte l’anima del caro estinto potesse ritornare nella sua casa terrena e magari anche rifocillarsi.

I dolci tipici per il 2 novembre a Reggio Calabria

Effettivamente sono tutti rituali che hanno plasmato il nostro modo di essere e le nostre tradizioni. Immancabili nelle case dei reggini, in questi giorni, i dolcetti tipici: i morticeddi, che ricordano le ossa dei morti. Sono biscottini molto duri e secchi che si preparano per il 2 novembre e si regalano ai bambini. Dolcini preparati con ingredienti semplici: albume di uovo, zucchero, farina, cannella e l’essenza di chiodi di garofano che conferisce il tradizionale profumo.

Ossa Di Morto O Morticeddi
Ossa di morto o morticeddi. Foto dalla pagina Facebook “Ossa di morto”

Hanno una parte bianca molto friabile e vuota come un osso e una crosta marroncina che ricorda il legno della bara. I morticeddi derivano direttamente dalle offerte che si facevano ai defunti nell’antichità. Nel Museo Archeologico di Reggio Calabria sono conservate formine in terracotta che sono state rinvenute nelle sepolture del periodo greco. Tipica della pasticceria reggina di Ognissanti è anche la frutta martorana. Di derivazione siciliana sono piccole opere d’arte di pasta di mandorla che prendono la forma di diversi frutti come castagne, fichi, mandarini ed altro ancora.

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!
I riti dei defunti e lo stretto legame con il cibo ultima modifica: 2019-11-01T08:10:04+01:00 da Gianna Maione

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