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ARTE CULTURA

Cultura e spettacolo, artisti e maestranze scrivono alla Santelli

Approdi

La crisi che sta attanagliando il Paese ha colpito in modo trasversale tutti i comparti. Ci sono, però, fasce più deboli a cui deve andare la nostra attenzione perchè rischiano di rimanere tagliati fuori da tutto. Parliamo del settore ‘Cultura e spettacolo‘. Un indotto economico importante per l’Italia, attorno al quale gravitano tante professionalità e maestranze. Si tratta di attori, tecnici, scenografi, costumisti, registi, ballerini, musicisti. Fondamentale non solo per il denaro che questo settore riesce a muovere, ma soprattutto perché non si può parlare dell’Italia senza pensare alla sua lunga tradizione in questo settore.

Jole Santelli
La presidente della Regione Calabria – Official Page Jole santelli

Le misure varate dal governo, per far ripartire il paese dopo l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, non soddisfano il settore. In Calabria i lavoratori di cultura e spettacolo hanno creato una rete, Approdi, e insieme stanno agendo in forte sinergia per tutelare le loro posizioni. Hanno scritto una lettera rivolta a istituzioni nazionali e regionali perché tengano conto della loro situazione di crisi. La lettera è giunta sul tavolo della presidente della regione Jole Santelli e dell’assessore alla Cultura Nino Spirlì. Ma anche dell’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso e all’assessore all’Istruzione, Università e Ricerca Sandra Savaglio.

Lettera a difesa di cultura e spettacolo

In una nota, Approdi spiega che già da fine febbraio i lavoratori calabresi del comparto hanno deciso di riunirsi per fronteggiare l’emergenza che ha colpito il settore. Sono entrati a far parte del coordinamento nazionale e collaborano al dibattito che si è svolto in tutto il paese con la produzione del documento inviato alle istituzioni nazionali e regionali. Chi è questa gente? Sono quelli che lavorano in teatri, cinema, scuole, musei, piazze, biblioteche o archivi. Sono quelli che mettono in piedi eventi, festival, rassegne, palcoscenici e spettacoli.

Concerto

Produciamo cultura, bellezza, poesia. Facciamo vivere le storie e le tradizioni del nostro territorio e al contempo spingiamo avanti la riflessione sul contemporaneo”. Nella nota si legge che “l’apertura delle attività culturali, programmata per il 15 giugno, come da decreto Rilancio, DPCM  17 maggio (allegato 9), lascerà la quasi totalità degli spazi culturali nell’impossibilità di sostenere le misure e i costi richiesti per garantire la sicurezza sanitaria. Non favorendo, quindi una ripresa reale del comparto”.

Cultura, bene comune

“L’ improvviso blocco del settore – si legge ancora nella nota – ha fatto emergere tutte le criticità che già lo attanagliavano. Un settore essenzialmente privo di tutele e di diritti”.

Spettacolo - Interno di un teatro
Photo By Peter Lewicki On Unsplash

Parliamo, infatti, di un comparto spesso regolato da contratti a termine, precari, o di collaborazioni a partita Iva. Un settore che si è quindi trovato in estrema difficoltà e impossibilità ad essere tutelato. Nella nota Approdi osserva: “Crediamo che questa fase di sospensione possa e debba essere anche una fase di ripensamento radicale delle logiche che guidano le politiche culturali sia a livello nazionale che regionale”. Il riferimento va all’articolo 9 della Costituzione, per intendere la cultura “come bene comune, patrimonio sociale, presidio di civiltà”. Un patrimonio al quale tutti devono poter accedere.  La cultura, spiega la rete dei lavoratori, “non può essere associata a logiche aziendali ma considerata come il tessuto connettivo necessario a legare il singolo alla comunità. Uno spazio fondamentale per la crescita e la formazione di consapevolezza e coscienza sociale”.

La richiesta di urgenti interventi

Questi professionisti del settore chiedono innanzitutto un intervento economico adeguato, in direzione di un sostegno al reddito per le professionalità artistiche e tecniche fino alla ripresa del settore. Misure di sostegno a fondo perduto per coprire le spese ordinarie di mantenimento delle strutture (spazi culturali, teatri, associazioni, imprese creative, centri di formazione artistica…) che hanno sede nella regione.

Spettacolo - Violinisti
Photo By Julio Rionaldo On Unsplash

I lavoratori vorrebbero anche un tavolo di confronto con le istituzioni regionali e locali per programmare misure che consentano lo svolgimento di manifestazioni culturali negli spazi all’aperto, nel rispetto delle norme di sicurezza. Per loro sarebbe anzi auspicabile l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con gli operatori per avviare una nuova stagione di politiche culturali condivise. Chiedono anche lo sblocco della Legge 13 del 1985, relativa ai fondi per la promozione turistica regionale durante l’estate. E infine domandano che venga evaso il credito pregresso per le manifestazioni svolte lo scorso anno. Per i professionisti regionali di cultura e spettacolo, “è il momento di investire sulle professionalità del territorio, immaginando spazi in cui ricostruire la socialità perduta in questi mesi, tutelando e valorizzando artisti e maestranze”.

Cultura e spettacolo, artisti e maestranze scrivono alla Santelli ultima modifica: 2020-05-23T07:55:54+02:00 da Raffaella Natale
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