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Cesare Pavese e il suo esilio a Brancaleone

cesare pavese in esilio

Una stanzetta che affaccia direttamente sulla strada, vista mare. Solo i binari della ferrovia a frapporsi al panorama. In questo luogo solitario, a Brancaleone, Cesare Pavese autore di celebri romanzi: La bella estate, La luna e i falò, per citare i più noti, scontò il confino, dal 4 agosto 1935 al 15 marzo del 1936. Oggi è un luogo di pellegrinaggio di tanti curiosi e turisti, che vogliono conoscere un pezzo della nostra storia e, della vita di questo grande scrittore del Novecento.

Pavese e il suo arrivo a Brancaleone

Pavese arrivò a Brancaleone dopo l’accusa da parte del regime fascista di essere un sovversivo. Le sue frequentazioni con gli intellettuali del tempo aderenti a “Giustizia e Libertà”, con gli antifascisti come Leone Ginzburg, Giulio Einaudi e, la corrispondenza con Altiero Spinelli, insieme al suo modo di vedere il mondo lo condannarono alla prigione. Nel 1935, molti intellettuali italiani, invisi al fascismo, furono arrestati.

Ritratto Di Cesare Pavese mentre scrive
Cesare Pavese al lavoro

Pavese, dopo l’arresto, finì dapprima nel carcere di Torino, poi per un periodo fu trasferito a Regina Coeli a Roma. Dopo il processo fu condannato a tre anni di confino. Come Carlo Levi che scontò l’esilio a Eboli, Antonio Gramsci che finì ad Ustica, Cesare Pavese arrivò a Brancaleone. Un piccolo paese sperduto del Meridione, posto lungo la costa reggina orientale della Calabria, nei pressi di Capo Spartivento. All’epoca era considerato uno degli ultimi centri abitati d’Italia e, contava un esiguo numero di abitanti.

Cesare Pavese “u professure”

Dei tre anni della condanna, Pavese trascorse a Brancaleone circa otto mesi, che restarono impressi in modo indelebile nella vita dello scrittore. Gli abitanti accorsi ad accoglierlo rimasero stupiti trovandosi di fonte un signore distinto, pensavano di dover ospitare un efferato criminale. Per tutti diventerà “u professure”; per la sua passione per i libri e, perché nel periodo di permanenza in paese impartì, a chi glielo chiedeva, lezioni private di latino e letteratura italiana. Non potendoselo permettere lasciò l’albergo, dove si era fermato i primi giorni e, prese in affitto una stanzetta piano strada.

Il Letto E La Scrivania Di Pavese nella stanza dell'esilio politico
Vista della stanza, il letto, la scrivania e il pavimento originale in cementina

Ancora oggi in Corso Umberto I, strada centrale di Brancaleone l’abitazione è lì, pronta ad accogliere i visitatori. Una stanza che ha mantenuto gli arredi originali, semplici e spartani: un letto, la scrivania, la lampada, un lavabo. La “Dimora del confino” recita la targa posta vicino l’ingresso. Grazie alla buona volontà della Pro-Loco e del privato che l’ha acquistata fornisce una preziosa testimonianza.

In Calabria l’ispirazione per il libro “Il mestiere di vivere”

A Brancaleone, Pavese scrisse tantissime lettere alla sorella Maria. Raccontava la sua vita, la sua solitudine e lo scorrere del tempo in un paese in cui si sentiva accoltoQui ho trovato una grande accoglienza. Brave persone, abituate a peggio, cercano di tenermi buono e caro”. E ancora: “La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca“. Era così colpito dalla bellezza del luogo e, dalle persone che rimpianse sempre di non esserci ritornato da uomo libero.

Foto Storica Di Brancaleone Marina
Corso Umberto I in una cartolina storica. Foto tratta dalla pagina Facebook Brancaleone Marina (RC)

In paese c’è ancora il “Bar Roma”, dove andava a chiacchierare e a prendere il caffè. Scrisse tanto e, a Brancaleone hanno visto la luce le prime pagine de “Il mestiere di vivere”. Il diario che raccoglierà le sue riflessioni dal 1935 al 1950. Pavese lo scrisse fino a pochi giorni prima di porre fine alla sua vita. La casa è divenuta polo culturale della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Al suo interno si tengono reading, convegni, workshop e tanto altro.

(Le foto sono della pagina Facebook Casa Cesare Pavese)

Gianna Maione

Autore: Gianna Maione

Curiosa, frenetica e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo amante della lentezza tipica del mio Sud. La cosa importante è sfuggire la noia! L’arte, il cinema, i libri sono i miei fidati compagni di viaggio, insieme ai miei amici più cari e ai miei studenti, che non finirò mai di ringraziare. La scrittura, una bellissima abitudine!
Cesare Pavese e il suo esilio a Brancaleone ultima modifica: 2019-10-15T08:35:00+01:00 da Gianna Maione

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