MITI E LEGGENDE

Fantasmi di Reggio Calabria: i misteri e la storia di villa Gulli

Pianoforte Vincenzo Gulli

Non è indispensabile essere esperti o appassionati di paranormale per essere incuriositi dalla possibilità dell’esistenza di fantasmi e fenomeni simili. Ogni luogo, oltre al visibile che si svolge attraverso le attività quotidiane della sua popolazione, è più o meno costellato da leggende di vario tipo legate a fantasmi e non. Anche Reggio Calabria non fa eccezione. Oggi vi parleremo di qualcosa che forse non risulta del tutto sconosciuto ad alcuni di voi: i misteri e la storia di casa Gulli.

L’origine storica di casa Gulli

Si deve tornare indietro al 1753, momento in cui fu fondata la villa. Si dice che le fondamenta di questa, un tempo lussuosa abitazione, siano state poste su un antico cimitero ebraico. La proprietà è appartenuta sin dall’origine alla famiglia Gulli. E qui fa la sua prima apparizione la figura di Tommaso Gulli. Nato a Faenza nel 1879 da una nobile famiglia calabrese, fu militare decorato con medaglia d’oro per le circostanze della sua morte a Spalato nel 1920. Tommaso Gulli aveva una moglie, Maria Nesci e tre figli: Agata, Anna e Vincenzo. In questa storia è presente anche l’implicazione dei nazisti oltre a quella parallela degli spettri. La villa infatti rappresentava per i seguaci di Hitler una posizione strategica per le loro attività. Tanto da spingerli a frequentare le ragazze di casa Gulli.

Tommaso Gulli

La figura centrale di Vincenzo Gulli

L’unico figlio maschio di casa Gulli è la chiave per aprire la porta della storia dei misteri e dei fantasmi di questa villa. Nel 1943 Vincenzo rimase solo in questo luogo dalla storia antica. Pare fosse un ragazzo dal temperamento che definire riservato non renderebbe l’idea. Un’anima dalla sensibilità pronunciata, questo sembra di intuire da ciò che tramandano i posteri. Pare infatti che Vincenzo fosse abituato a ritirarsi nella propria stanza e a mettersi a suonare il piano alla presenza di estranei. Proprio nel 1943 Vincenzo, nella solitudine più assoluta, con lo spettro dell’educazione rigida della madre e la figura idealizzata del padre, compirà un estremo gesto.

9 febbraio 1943: il gesto di Vincenzo

In questa data fatidica Vincenzo Gulli iniziò ad ammucchiare tutte le cose appartenute al padre Tommaso. Cosparse se stesso e questi oggetti con olio di bergamotto appiccando poi un incendio fatale per la propria vita. «Ai carnefici di mio padre le mie ceneri», un unico sibillino e misterioso biglietto. Non è ben chiaro se si tratti realmente di suicidio oppure di un omicidio per mano nazista come alcuni hanno ipotizzato. Quello che è certo è che sulla base di questi dati storici la leggenda e il mistero di questo luogo sono suffragati da una serie di eventi inquietanti.

Casa Gulli Reggio

La Casa dei Fantasmi

È proprio così che è stata ribattezzata questa villa, senario di storia e dramma. Ci sono numerose testimonianze di persone che dichiarano di aver visto aggirarsi tra le stanze abbandonate della Villa una figura maschile, magra, vestita di nero. Presenti anche esperienze uditive, con persone pronte a giurare di aver udito il suono di un pianoforte e qualcuno che chiamava la propria madre. È cresciuto così il sospetto che possa trattarsi del fantasma del giovane Vincenzo Gulli. L’esperienza più recente è del luglio 2016 e vede come protagonista sempre lei, Villa Gulli. Un ragazzo omosessuale della città, appartatosi in quella zona con il proprio compagno, è riuscito a scattare una foto dove sembrerebbe apparire proprio la figura di un fantasma.
Sembra quasi di udire come un’eco in lontananza la musica evocata dal pianoforte di Vincenzo. Musica che avvolge, insieme al bergamotto frutto di questa terra, nell’oscurità della notte il mistero di questa casa.

Fantasma a Villa Gulli

Fantasmi di Reggio Calabria: i misteri e la storia di villa Gulli ultima modifica: 2018-11-30T10:30:43+00:00 da Valentina Gardenia

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