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Boccioni in mostra nella Reggio che gli ha dato i natali

Boccioni mostra

Andrà avanti fino all’8 marzo la mostra dedicata al grande futurista Umberto Boccioni nella città di Reggio Calabria, che gli diede i natali il 19 ottobre 1882. L’exibition è ospitata dal Museo archeologico nazionale (MArRC) ed è curata da Marisa Cagliostro, già docente di Storia dell’Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La docente è anche componente del comitato scientifico del MArRC. Tra le curatrici anche Antonella Cucciniello, direttrice del Polo museale della Calabria. L’esibizione nasce dal desiderio di due obiettivi: ricordare questo grande artista, inventore del dinamismo plastico, e per rinsaldare un rapporto d’arte destinato a crescere in intensità e nuove iniziative.

Boccioni, in esposizione cinque opere grafiche

Opera di Boccioni
Opera di Boccioni

Le cinque opere grafiche esposte appartenevano originariamente alla collezione privata Winston Malbin e poi a quella di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Le opere sono attualmente in deposito alla Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, a Cosenza, in attesa che lo Stato le acquisti. Queste opere, riferisce il MArRC, costituiscono un piccolo, ma fondamentale corpus, fino a oggi inedito. Infatti, dal punto di vista critico ed espositivo consentono una più ampia visione del percorso grafico dell’artista nel primo decennio del Novecento.

Boccioni, un prezioso bronzo

Sviluppo di una bottiglia nello spazio di Boccioni
Sviluppo di una bottiglia nello spazio

Prezioso cammeo di questa mostra è la scultura, copia in bronzo di un modello in gesso, sviluppo di una bottiglia nello spazio, anch’essa della collezione Bilotti, ideata nel 1912. Si tratta di un vorticoso esempio di natura morta, tema assai raro nella poetica futurista di Boccioni e per questo significativa nel percorso espositivo. Dopo la morte di Boccioni e varie vicissitudini, il gesso originale fu fortunosamente recuperato da una discarica milanese, in pezzi colorati di rosso minio. In seguito fu ricostruito, per poi dare vita ad alcune riproduzioni che si trovano in prestigiosi musei e collezioni private. Il disegno utilizzato per la comunicazione visiva è uno studio preparatorio al dipinto “La città che sale”, realizzato tra il 1910 e il 1911, oggi conservato al Museum of Modern Art di New York.

La città che sale

Si tratta di un’opera importante, perché secondo i critici è la prima di Boccioni che si può far rientrare nella corrente futurista. Sono presenti i temi fondamentali: il lavoro e la fabbrica, la città moderna, il movimento. Nel disegno, come nel dipinto, lo spazio è occupato da uomini e cavalli, in una scena di intenso dinamismo, nello stile del futurismo. Nel periodo dell’esposizione sarà proiettato il documentarioSulle tracce del futurismo”, del 1979, dall’archivio Carlo Erba (Roma), da un’idea di Marco Rossi Lecce in collaborazione con Enrico Crispolti, che spiega le vicende della scultura. In programma anche “Umberto Boccioni. Una Raccolta di disegni e incisioni”, una produzione video del Comune di Rende, curato e messo a disposizione da Tonino Sicoli.

Malacrino: “Valorizzare l’arte contemporanea”

La Città Che Sale di Boccioni
La città che sale

“Grazie a questa mostra – ha dichiarato il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino – il museo avvia un nuovo percorso di valorizzazione rivolto all’arte contemporanea e ai suoi legami con le più profonde radici culturali del territorio calabrese”. Con questa esibizione su Boccioni, ha annunciato Malacrino, il MArRC entra a far parte della rete dei luoghi dell’arte contemporanea in Italia sulla piattaforma del MiBACT dedicata, appunto, al progetto “Luoghi del contemporaneo”. L’idea è promossa dalla Direzione generale creatività contemporanea e rigenerazione urbana.

Cagliostro: “Rinnovare l’interesse per i futuristi reggini”

ritratto dell'artista
Umberto Boccioni

Marisa Cagliostro ha sottolineato che la mostra è “occasione per meglio comprenderne l’importanza nella storiografia artistica contemporanea e il suo personale contributo al sorgere e formarsi del Movimento Futurista. Insieme ai suoi maggiori esponenti, firmatari del primo Manifesto di Marinetti nel 1909, con Balla, Severini, Russolo e altri contemporanei e proseliti”. “Ci auguriamo – ha continuato – che questa nostra proposta espositiva sia utile non solo per riportare alla memoria una delle personalità di maggiore rilievo mondiale dell’arte contemporanea, ma anche per sanare la “dimenticanza” di commemorare, nel 2016, il centenario della morte di Boccioni. Vorremmo che questa mostra segnasse l’inizio di un rinnovato interesse per la storia della città di Reggio in quegli anni e per il ruolo nazionale del gruppo dei futuristi reggini”.

Cucciniello: “I musei della Calabria fanno squadra”

Forme Uniche Della Continuità Nello Spazio
Forme uniche della continuità nello spazio

Antonella Cucciniello, direttrice del Polo Museale della Calabria, ha messo in evidenza un aspetto importante: “I musei della Calabria fanno squadra, consapevoli del lavoro di traino che svolge il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Siamo ben lieti di collaborare a questa iniziativa per valorizzare lo straordinario ma ancora poco conosciuto patrimonio culturale nella regione”. Per Cucciniello, la collezione delle opere che saranno presentate a Reggio Calabria rappresenta un unicum, nella produzione grafica di Boccioni, per comprendere la fase giovanile dell’artista. “Ci auguriamo che questa mostra possa preludere all’acquisizione dei disegni al patrimonio dello Stato”.

(Foto fornite dal MArRC / Wikipedia)

Boccioni in mostra nella Reggio che gli ha dato i natali ultima modifica: 2020-02-11T08:25:40+01:00 da Raffaella Natale
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